Le opere cambiano la carità resta

 

Di Vera Podpecan



Caritas Zagabria continua la sua opera a favore delle donne e dei giovani portatori di handicap, in una società che cambia.

Alla fine di settembre, sono stata a visitare le case che abbiamo a Samobor e a Vrapce, gestite da Caritas Zagabria e sostenute da Caritas Ticino. Qui di seguito un breve resoconto della situazione attuale delle case, soprattutto in relazione al cambiamento avvenuto in Croazia, Bosnia ed Erzegovina, dopo la guerra. Iniziamo dunque da Samobor, dove continua ad operare una casa che ospita una decina di donne con i loro bambini.

 

Anche se sono passati diversi anni dalla fine della guerra, l’economia e la situazione sociale sono peggiorate. Ci sono tanti disoccupati, nell’economia non c’è alcuna prospettiva di sviluppo; l’amarezza e le conseguenze della guerra non sono rimaste solo nei cuori delle persone, ma sono visibili nella  loro vita quotidiana.

La crisi, del resto, non è propria solo di questi paesi ma attraversa il mondo intero, soprattutto colpendo i paesi poveri, che sono ancora più deboli.

 

La Croazia è diventata anche un luogo di transito per i profughi sia politici che economici di diversi paesi: sono soprattutto donne, vecchi e bambini. La casa di Samobor è diventata un punto d’accoglienza per queste donne e bambini ma non solo per loro.

In questo momento nella casa alloggia una mamma con quattro figli di due, sette, 10 e11 anni. Proviene da un paesino situato a circa 40 chilometri ad est di Zagabria. Dopo lunghi anni di maltrattamento da parte del marito, alcolizzato, dopo che si è rivolta ai diversi servizi statali senza ottenere nulla, la Caritas di Zagabria, l’ha accolta e con il suo personale cerca di risolvere i suoi problemi.

La responsabilizzazione è uno dei maggiori strumenti utilizzati nella casa per aiutare le donne a crescere e a prendere in mano la loro vita. Per questo, dopo un adeguato cammino, la signora, da vittima è divenuta protagonista non solo della sua vita, ma addirittura capace di occuparsi di altre donne. In questo momento infatti, è lei punto di riferimento per la gestione ordinaria della vita della casa.

Ho citato questo primo esempio, perché particolarmente illuminante rispetto ad un metodo di promozione umana che bene si evidenzia nel percorso di questa madre.

La casa è strumento di servizio anche in rapporto al Uncr, l’organizzazione internazionale delle Nazioni Unite, per i rifugiati, che trova nella dimora di Caritas Zagabria un ottimo punto di appoggio soprattutto nel periodo che precede la destinazione più definitiva dei profughi. In particolare questo avviene se si tratta di donne in attesa di un bambino.

Un altro esempio, una giovane cinese al sesto mese di gravidanza, è stata trovata, con il marito, nei boschi vicino Zagabria. Dopo accertamenti tramite UNHCR la signora è stata collocata presso la casa di Samobor finché non darà alla luce il suo bambino.

Una giovane donna che proviene dall’Iran (mussulmana), con due figli, aspetta il permesso per potersi recare in Germania, sempre tramite UNHCR.

 

Una signora irakena, di famiglia mussulmana, con un bambino e in attesa del secondo, dopo la nascita del bambino, tramite UNHCR partirà per un’altra destinazione.

Anche nella tempesta più oscura, anzi, proprio quando sembra che la speranza si stia estinguendo, è compito di una Caritas porre dei segni profetici che dicano con la concretezza dell’accoglienza che la pace si può ancora scrivere.

Per questo accanto alle donne e ai bambini, un’altra categoria di esclusi, soprattutto nei paesi più poveri, è soggetto di promozione e di incontro da parte di Caritas Zagabria: la casa di Vrapce, che può ospitare una quindicina di ragazzi portatori di Handicap.

In questa casa sono collocati i giovani con handicap che hanno vissuto l’infanzia presso una delle case di Caritas Zagabria oppure hanno terminato la formazione scolastica presso il centro di formazione sempre di Caritas. Questi giovani rimangono nella casa finché non trovano un lavoro stabile che gli permetta di iniziare una vita “normale”.

Non si tratta dunque di un parcheggio, né tanto meno, di un luogo di isolamento dove “piazzare” questi scomodi membri del consesso sociale, ma di uno spazio di vera promozione, in cui con i ragazzi cercare il loro posto nella società, lo spazio dove far fruttare i loro talenti.

Si tratta di un ambito di coeducazione, in cui la solidarietà si esercita nella casa stessa.

Un piccolo esempio basti ad illustrare questo spirito. La casa non è grande e i letti sono a castello, per cui i ragazzi con handicap più grave stanno nei letti a terra, mentre gli altri si arrampicano al piano superiore. La collaborazione è reciproca e il messaggio è chiaro: l’handicap non definisce le persone, al massimo è una ulteriore via di solidarietà.

 

 

Il sociale come impresa

 

Una delle condizioni di base che Caritas Ticino pone alla sua collaborazione con progetti di tipo sociale è che questi non dipendano per il loro finanziamento dagli aiuti esterni, se non per avviarsi e mettere le basi per il loro finanziamento. E’ anche il caso di Caritas Zagabria e delle sue case, per le quali si è pensato ad un pollaio.

Lo sviluppo di quest’attività è veramente soddisfacente. Infatti, Caritas Zagabria riesce con la produzione di polli a copertine/coprire tutte le necessità dei loro protetti e con quello che rimane può addirittura finanziare per la copertine/copertura delle spese più generali.

Il pollaio non è un semplice allevamento di polli da carne, perché è stato creato un angolo per le galline da uova, mentre uno spazio è stato riservato all’allevamento dei conigli.

La promozione di un’impresa che doveva servire a finanziare i progetti di Caritas Zagabria, si è mostrata utile per promuovere soprattutto una cultura e una mentalità d’”impresa”, in cui la fantasia, la creatività, la capacità imprenditoriale si manifestano nel continuo sviluppo di quest’opera.

La situazione sociale è mutata, le donne che hanno subito violenza nell’ambito della guerra, prime ospiti della casa di Samobor, non sono più un fenomeno emergente, ma l’emarginazione persiste e le Case di Caritas Zagabria continuano ad avere un’importante funzione, sia come segno, sia come risposta concreta.

La loro possibilità di funzionare come un’impresa sociale, inoltre, è un segno anche per noi di Caritas Ticino, che possiamo indicare come testimone concreta del nostro modo di pensare la Carità , questa esperienza di solidarietà duratura nel tempo.